Insieme a cercare come essere una chiesa missionaria che costruisce ponti.

Cardinale Robert Francis Prevost, agostiniano americano originario di Chicago, già vescovo in Perù, prefetto della congregazione per i vescovi, che oggi (8 maggio 2025) è stato eletto papa e ha preso il nome di Leone XIV, nel suo saluto dopo l'elezione ha pronunciato, tra le altre cose, parole che potrebbero diventare il motto per la seconda fase della nostra sinodo diocesana:

"Dobbiamo cercare insieme come essere una chiesa missionaria, una chiesa che costruisce ponti, che conduce dialogo, è sempre aperta ad accogliere, come questa piazza con le braccia aperte, tutti, tutti coloro che hanno bisogno del nostro amore, della nostra presenza, del dialogo, dell'amore... Vogliamo essere una chiesa sinodale, una chiesa che cammina, una chiesa che cerca sempre la pace, che cerca sempre l'amore, che cerca sempre di essere vicina soprattutto a coloro che soffrono."

Portiamo una traduzione di lavoro dell'intero discorso introduttivo del papa (Vlastimil Kadlec Omi):

Pace a tutti voi!

Cari fratelli, care sorelle, questo è il primo saluto del Cristo Risorto, buon pastore, che ha dato la sua vita per il gregge di Dio. Anche io desidererei che questo saluto di pace entrasse nei nostri cuori, nelle vostre famiglie, a tutte le persone, ovunque esse siano, a tutte le nazioni, a tutta la terra. Pace a tutti voi. Questa è la pace del Cristo risorto. Una pace disarmante e disarmante, umile, perseverante. Proviene da Dio. Da Dio, che ama tutti noi incondizionatamente.

Abbiamo ancora nelle orecchie quella voce sottile, ma ancora coraggiosa, di papa Francesco benedicente Roma. Il papa benedicente Roma dava la sua benedizione al mondo, a tutto il mondo. Quella mattina di Pasqua. Permettetemi di riprendere quella stessa benedizione. Dio ci ama. Dio ama tutti voi e il male non prevarrà. Siamo tutti nelle mani di Dio.

Perciò senza paura, uniti, mano nella mano con Dio e l'uno con l'altro, andiamo avanti. Siamo discepoli di Cristo. Cristo ci precede. Il mondo ha bisogno della sua luce. L'umanità lo necessita come ponte verso Dio e il suo amore. Aiutateci quindi anche a costruire ponti tra di noi attraverso il dialogo, l'incontro, l'unità, per essere un solo popolo, sempre in pace. Grazie a papa Francesco.

Voglio anche ringraziare tutti i miei confratelli cardinali che mi hanno scelto come successore di Pietro, per camminare con voi come una chiesa unita, che cerca sempre la pace, che cerca sempre la giustizia, che cerca sempre di lavorare come uomini e donne fedeli a Gesù Cristo, annunciando senza paura il Vangelo e essendo missionari.

Sono figlio di Sant'Agostino, agostiniano, e Agostino ha detto "con voi sono cristiano e per voi sono vescovo". In questo senso possiamo tutti camminare insieme verso quella patria che Dio ha preparato per noi.

Invio un saluto speciale alla Chiesa di Roma. Dobbiamo cercare insieme come essere una chiesa missionaria, una chiesa che costruisce ponti, che conduce dialogo, è sempre aperta ad accogliere, come questa piazza con le braccia aperte, tutti, tutti coloro che hanno bisogno del nostro amore, della nostra presenza, del dialogo, dell'amore.

E permettetemi anche una parola, un saluto a tutti, ma soprattutto ai miei amici nella diocesi peruviana di Chiclayo, dove il popolo credente ha accompagnato il proprio vescovo, condividendo la propria fede e offrendo tanto, tanto, per continuare a essere una chiesa fedele a Gesù Cristo.

A voi tutti, fratelli e sorelle di Roma, d'Italia e di tutto il mondo: vogliamo essere una chiesa sinodale, una chiesa che cammina, una chiesa che cerca sempre la pace, che cerca sempre l'amore, che cerca sempre di essere vicina soprattutto a coloro che soffrono.

Oggi è il giorno di preghiera alla Vergine Maria di Pompei. La nostra Madre Maria vuole sempre camminare con noi, essere vicino a noi, aiutarci con la sua intercessione e il suo amore. Desidererei quindi pregare insieme a voi. Pregiamo insieme per questa nuova missione, ma anche per tutta la chiesa, per la pace nel mondo, e chiediamo questa speciale grazia da Maria, nostra Madre.